Grumo Nevano, UNA DELIBERA INCREDIBILE: FAMIGLIA DEL BANGLADESH SFRATTATA A 200 EURO AL MESE DI FITTO ADESSO NE DOVRA’ PAGARE 400 DI CUI 200 A SPESE DEL COMUNE. SCELTA LA NUOVA CASA SENZA UN BANDO PUBBLICO DI DISPONIBILITA’

post ore 19.10 Quando abbiamo letto la delibera siamo rimasti davvero allibiti. Una povera famiglia del Bangladesh, pochi mesi fa sfrattata a seguito di una ordinanza sindacale per sovraffollamento, ha chiesto un sostegno economico al Comune. La famiglia pagava 200 euro al mese di fitto nella vecchia casa, adesso scopriamo che ne dovrà pagare 400 e la differenza di 200 euro sarà a carico dei contribuenti grumesi insieme ad altri 1.800 euro per il Centro Astalli in qualità di tutor della famiglia per un totale di 5.400 euro.

Sconcerto per come l’amministrazione è giunta ad individuare la nuova residenza. Infatti, il nuovo alloggio per la famiglia bengalese con minori, è stato trovato senza fare alcuna comunicazione alla città attraverso un bando pubblico di disponibilità cosa, che oltre ad essere una opportuna e corretta procedura dell’amministrare nella massima trasparenza, avrebbe dato la possibilità di acquisire offerte e scegliere la migliore in termini economici. L’assessore Carmela Giametta, – come scritto testualmente nella sua proposta di delibera, – .…in data 26.4.2018 ha acquisito la disponibilità alla locazione di un’abitazione sita anch’essa al centro della città, i cui proprietari hanno dato la propria disponibilità alla locazione ad un canone di 400 euro mensili… Ma stiamo scherzando? Un assessore che dovrebbe dare esclusivamente atti di indirizzi  al responsabile, nel nostro caso la ricerca di un’abitazione disponibile, si sostituisce ad un atto gestionale di competenza del responsabile senza neppure fare un bando pubblico! Ma in quale paese accadono cose del genere? Se c’era disponibilità in città di alloggi a meno di 400 euro al mese come lo sapremo adesso? E gli assessori e il vice sindaco che hanno approvato la delibera si sono chiesti del perchè non è stata informata la città? ECCO LO STRALCIO DELLA DELIBERA N. 86 DEL 22 MAGGIO 2018