In vista delle elezioni amministrative previste nella prossima primavera 2027, la comunità politica grumese è già in movimento, cominciano a fltrare le prime indicazioni sulle possibile alleanze e chi dovrebbe guidarle da candidato a sindaco. Questa di oggi è la seconda riflessione che facciamo dopo l’appello rivolto a tutti la scorsa settimana. A sgombrare qualsiasi ombra, dubbio, ipotesi, ci teniamo ad affermare con chiarezza che il contenuto di questa riflessione, non fa riferimento a nessuno in particolare, ma vuole semplicemente lanciare un altro messaggio a tutti quei soggetti che oggi si ritengono potenzialmente dei leader su cui contare. Chi ha memoria storica della vita amministrativa grumese, ricorderà sicuramente i fallimenti di presunti leader “novità” improvvisati, leader scesi dall’alto che spesso e volentieri manco i cittadini conoscevano essendo questi presunti leader, lontano dalle questioni amministrative o qualcuno che a stento riscaldava la poltrona in consiglio comunale. E la stessa storia insegna che un buon leader non si improvvisa esclusivamente per conquistare un giocattolo per poter giocare e dire “io sono il Sindaco” no, non ci siamo. La leadership si conquista e la si afferma nell’azione politica quotidiana, tra la gente, nelle sedi istituzionali, nei rapporti con il prossimo, anche con gli avversari politici più tosti, e lo si fa con capacità non solo amministrative ma prima di tutto con la capacità di mediare, tenere unita una squadra, quella unità tanto reclamata ad ogni campagna elettorale che poi, per un motivo o per un altro, svanisce. E svanisce non solo per una leadership debole, ma nella maggior parte dei casi, per i comportamenti dei compagni di viaggio: ed è proprio in tal caso che emergono le qualità di un leader capace di governare prima la propria squadra per poi assicurare la governabilità alla città su un programma condiviso, senza fughe in avanti, senza il virus di onnipotenza che colpisce chi, una volta sindaco, crede di aver conquistato un regno “dovuto”. Grumo Nevano merita un vero leader, non c’è tempo per giocare “al sindaco”.

