A chi era presente ieri sera al Consiglio comunale (tre persone nel pubblico oltre a chi scrive, ormai la gente è schifata perfino a venire ai consigli) non ha potuto ignorare il finale, quando il sindaco ha preso la parola dopo un dibattito in alcuni casi molto combattuto, e dove lo stesso sindaco, spesso e volentieri, si alzava e si allontanava. “Allora mi volete far parlare per forza, vabbè, ho assistito a qualcosa che mi sembra un teatro” ha esordito quasi infastidito il sindaco dimenticando però di dire ai grumesi che da 14 mesi, in quella sala da teatro, sono andate in scena solo commedie drammatiche per i cittadini che attendono ancora di capire, di conoscere e di sapere se esistono gli amministratori o il comune è diventato semplicemente un luogo dove a chi “amministra” serve solo le poltrone e gli stipendi relativi alle indennità di carica, mentre ad alcuni consiglieri comunali di maggioranza serve nomine e slogan sulle zeppole e panzarotti, con tanto di rispetto per queste due delizie culinarie. Ad ascoltare ieri ad esempio l’intervento di Tammaro Brasiello e Nicola Scarano vengono i brividi perchè si dimostra la totale incapacità politica e amministrativa su argomenti abbastanza importanti dove, oltre alle questione tecnica, occorrerebbe un minimo di infarinatura politica che per questo gruppo è parola troppo azzardata da usare, non parliamo poi della coerenza del clamoroso dietro front di Tammaro Brasiello dopo l’amaro trattamento ricevuto, ma si diventa incoerenti per il “bene della città”: quale bene poi è da sapere visti i risultati catastrofici fino ad oggi raggiunti. A Brasiello ricordiamo che la comunicazione è una cosa seria e se si difetta come affermato, è perchè ci si affida ad improvvisati della comunicazione e della politica che non conoscono le dinamiche amministrative e il territorio. Scontro abbastanza duro tra Aldo Chiacchio e Gianco Di Bernardo sulla “questione Tarantino” portata alla ribalta anche dal consigliere Gianluca Esposito i quali ricordano ad Aldo Chiacchio l’esistenza di una sentenza a favore del Comune di Grumo Nevano e la condanna a pagare le spese al Comune. Nel definire “le politiche di Aldo Chiacchio fallimentari a tutti i livelli”, Gianco Di Bernardo ha chiesto “che fine abbiano fatto i soldi che il presidente del Consiglio comunale Giovanni Landolfo ha rinunciato indicando di appostarli in bilancio alla voce assistenza meno abbienti cosa che al momento non è stata fatta”. Ma il clou della serata esposto con precisione e conoscenza dell’argomento dal consigliere Enzo Liguori è riferito ad un debito fuori bilancio di oltre 28.000 euro mai riconosciuto dal consiglio comunale dopo averlo portato in giunta comunale nelle variazioni. “Non riconoscere entro 60 giorni la variazione e quindi il debito, significa determinare l’inefficacia della variazione con effetto retroattivo, tra l’altro delibere di giunta mancanti il parere dei revisori contabili” ha argomentato Liguori che insieme ad altri sette consiglieri comunali ha firmato un documento durissimo inviato al Collegio dei Revisori, alla Segretaria comunale, Procura Corte dei Conti: danno erariale certo! Ma questa è un’altra storia che racconteremo nella prossima commedia drammatica nel teatro di via Giotto.

