Grumo Nevano. PUC, il Piano che sarà. Scrive l’Ing. Raffaele Vitale

IL PIANO CHE SARÀ  

Il secondo incontro pubblico tenutosi presso la Sala Consiliare del Comune in via Giotto, che doveva essere strutturato in tre tavoli tematici si è svolto come il primo:  

nessun tavolo tematico. 

• introduzione dell’incontro. 

• interventi di cittadini, tecnici e/o rappresentanti di associazioni. 

• interventi della prof. Terracciano dopo ciascuno degli intervenuti.

Nel mio intervento ho evidenziato le incongruenze contenute nel preliminare di PUC approvato tre anni fa dalla giunta Di Bernardo e riconfermate nel “preliminare aggiornato” approvato lo scorso dicembre. Le incongruenze e le dimenticanze rilevate, potevano essere giustificate nel preliminare approvato tre anni e mezzo fa, in tempi ristretti e per evitare la venuta di un commissario ad acta. Non esiste giustificazione alcuna se i medesimi errori, le stesse dimenticanze ed analoghe contraddizioni si ritrovano nel preliminare approvato nel dicembre 2025. 

Quadro conoscitivo 07 Beni vincolati e altri elementi di interesse storico-culturale => Mancano le chiese di Santo Stefano in piazza Capasso e Buon Consiglio al corso Garibaldi. Quadro Conoscitivo 10.2 Rete fognaria => I collettori fognari di via Cilea e via Marconi senza sbocchi. Quadro conoscitivo 15 Proprietà pubbliche => Torre dell’orologio che non esiste più / Edificio piazza Capasso che esiste ma non viene citato / 48 Alloggi in concessione / Prefabbricati sisma 1980 / Comando Polizia Municipale in piazza P. Miele ed Uffici Comando polizia Municipale in via San Domenico. Quadro Conoscitivo 18 Patrimonio dismesso e incompiuto => Scuola via Vespucci in ristrutturazione e Scuola via Meucci che funziona regolarmente. L’ing. Iovine nel suo intervento chiedeva quali possibilità sussistono per i comuni come il nostro di evitare la costruzione di capannoni industriali con autorizzazioni sovracomunali in zona ZES ed in deroga al PUC, se approvato. La prof. Terracciano chiariva che le autorizzazioni ZES sono in deroga agli strumenti urbanistici approvati e, possono essere evitate solo ricorrendo a TAR e adducendo motivazioni precise e specifiche, in assenza delle quali i ricorsi vengono bocciati. Per un comune come il nostro che nemmeno ha adottato il PUC, non c’è possibilità alcuna di impedire tale tipo di interventiMA COSÈ la ZES? La ZES Unica 2026 è la Zona Economica Speciale per il Mezzogiorno che include la Campania ed offre alle imprese un credito d’imposta sugli investimenti in beni strumentali, immobili e terreni destinati a strutture produttive. Il credito d’imposta ZES Unica 2026 è destinato alle imprese che effettuano investimenti in beni strumentali, immobili e terreni per strutture produttive già esistenti o nuove. Gli investimenti devono avere un valore minimo di 200.000 euro e, nel caso di terreni e immobili, il loro valore complessivo non può superare il 50% dell’investimento agevolato  L’obiettivo è favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale delle aree più svantaggiate, incentivando investimenti produttivi e nuove strutture industriali. Possono accedere al credito d’imposta imprese di qualsiasi dimensione, dalle micro alle grandi, che abbiano sede o intendano realizzare una nuova struttura produttiva nelle aree ZES. Quindi un comune come il nostro che non riesce ad adottare un PUC da tre anni e mezzo, dovrebbe preoccuparsi, opporsi ed impedire investimenti produttivi per la realizzazione di nuove strutture produttive? Fortunatamente la ZES c’è e le realizzazioni in deroga ad uno strumento urbanistico che non esiste vengono e saranno autorizzate, imprese piccole o grandi investono centinaia di migliaia di euro per realizzare nuove strutture produttive per favorire lo sviluppo economico e la coesione sociale del nostro comune. Forza ZES e Aspettando un PUC ringraziamo ed incoraggiamo gli imprenditori che vorranno effettuare investimenti in beni strumentali, immobili e terreni per strutture produttive già esistenti o nuoveGrumo Nevano 06/07/2026 Vitale ing. Raffaele