È di poco fa la nota della UIL FP con la quale si dichiara lo stato di agitazione e tentativo di conciliazione dei dipendenti del Comune di Grumo Nevano che lamentano pesanti inadempienze a partire dalla rimozione nell’ufficio tecnico del responsabile, da incarichi esterni, tagli ed altro. Eccoli
1. l’applicazione del taglio nella misura di € 100.000,00 del fondo risorse decentrate 2025 in base alla riduzione del personale in servizio, costituito tra l’altro solo lo scorso dicembre, in netto contrasto con le disposizioni impartite dal D.M 17/03/2020, che stabiliscono il solo aumento del fondo in relazione al numero dei dipendenti, e mai la diminuzione; ciò chiarito anche dalla RGS con parere prot. n. 179877/2020
2. La mancata adozione nei termini del PIAO, anche a seguito dell’approvazione del bilancio previsionale 2026-2028, giusta delibera consiliare n. 6 del24/02/2026, in contrasto con l’articolo 6, comma 1 del D.L. 80/2021, e con consequenziale inadempienze circa il piano degli obbiettivi, da assegnare ai dirigenti ai fini della valutazione della performance.
3. la sottrazione del servizio urbanistica all ’attuale dirigente del terzo settore, con passaggio delle competenze a nuovo dirigente da assumere a part-time con incarico art. 110 TUEL, con collaterale aumento della spesa del personale.
4. l’affidamento di parte dei processi finanziari ad un consulente esterno, nonostante vi sia in pianta stabile proprio un responsabile dei servizi finanziari, a capo di un unico settore; quindi spesa più che superflua.
5. la mancata adozione del regolamento sulla attribuzione delle specifiche responsabilità di cui all’art 84 del vigente CCNL, ciò nonostante l’assegnazione, già da tempo, di particolari responsabilità a parte del personale, ma, senza riconoscimento economico alcuno.
6 . la mancata volontà all’aumento dell’orario lavorativo settimanale al personale da tempo in condizione di part-time, tra cui ANCHE gli agenti di polizia locale; intervento finanziabile con i medesimi fondi del personale utilizzati per gli incarichi di cui al precedente punto 3.
7 . la mancata previsione delle progressioni di carriera, tra le aree ed all’interno dell’area, di cui all’art. 52 del D.Lgs 165/2001, che consentono una valorizzazione del personale interno, avente requisiti e diritti, ormai ferme da tempo.

