Di Maria Rosaria Ricci
Sabato 28 marzo, alle ore 10:30, si è svolto un importante incontro presso l’aula consiliare del Comune di Casavatore, nell’ambito del progetto GENI.A – Genitorialità e Autismo. Il progetto GENI.A, finanziato dalla Regione Campania con il supporto della Presidenza del Consiglio dei Ministri – Ministro per la Disabilità, è promosso nell’Ambito Territoriale Sociale N.18, che comprende i Comuni di Casoria, Casavatore e Arzano. Nasce dalla volontà della Cooperativa Sociale Mondo in Cammino e di Insieme srl Impresa Sociale di offrire un supporto concreto alle famiglie, con particolare attenzione alla formazione e al sostegno della genitorialità. In Italia si contano oltre 600.000 persone con disturbo dello spettro autistico, di cui circa 100.000 minori. Le famiglie vivono spesso condizioni di forte stress, isolamento e difficoltà nella gestione quotidiana. Il progetto GENI.A risponde a questi bisogni attraverso un approccio multidisciplinare. Propone attività come Parent Training, incontri pubblici, Laboratori Famiglia e uno Sportello di Orientamento, contribuendo a costruire una rete concreta di supporto sul territorio. Quello di sabato 28 marzo è stato, nel vero senso della parola, un incontro. Un momento autentico di dialogo e confronto che ha visto la presenza istituzionale dell’intero Ambito Territoriale N.18, rappresentato ai massimi livelli dei Comuni coinvolti, insieme ai rispettivi assessorati e all’équipe dei servizi sociali. Una partecipazione ampia che ha reso possibile un confronto diretto tra istituzioni, famiglie e scuola, tutte impegnate su questa tematica. L’aula consiliare del Comune di Casavatore si è riempita di cittadini, genitori e bambini, primi destinatari del progetto GENI.A. Per una mattina si è trasformata in uno spazio vivo, accogliente e profondamente partecipato. Il filo conduttore dell’incontro è stato l’ascolto. Una parola semplice, spesso data per scontata, ma che nella frenesia quotidiana rischia di perdere il suo significato più autentico. Proprio attraverso l’ascolto sono emersi bisogni reali, espressi con forza, dignità e chiarezza dalle famiglie presenti. Tra le richieste più sentite, la necessità di un maggiore supporto scolastico, con un incremento delle ore dedicate, e la progettazione di campi estivi realmente inclusivi, capaci di dare continuità al lavoro avviato con GENI.A. Particolarmente significativa è stata la testimonianza di una madre che ha posto l’attenzione sull’inserimento lavorativo, soprattutto per chi ha superato l’età scolare. Un tema fondamentale che richiama esperienze virtuose come quella di PizzAut, realtà nata a Milano che promuove l’inclusione lavorativa attraverso la ristorazione, dimostrando come l’autonomia possa trasformarsi in opportunità concreta. Il momento si è arricchito grazie a testimonianze di grande valore umano. Tra queste, quella di una madre di 81 anni che ha evidenziato la necessità di una reale attuazione della legge sul caregiver, ancora oggi priva di risposte concrete. A questa si è affiancata la voce di un’altra madre che ha ribadito con forza l’urgenza di rendere pienamente operativa la legge sul “Dopo di Noi”, fondamentale per garantire un futuro dignitoso alle persone con disabilità. Ultima, ma non per importanza, la presenza ecclesiale di Don Carmine Caponetto, vicario episcopale e parroco di Casavatore, che con la semplicità di un racconto ha restituito il senso più autentico dell’inclusione. Durante una celebrazione, un bambino con disabilità, arrivato a messa già iniziata, è stato accolto dai suoi coetanei che hanno fatto a gara per farlo sedere accanto a loro: un gesto spontaneo che racchiude il significato più profondo dell’accoglienza e della comunità.

