Carissimo Sindaco, scusami del tu, nel breve colloquio di stamattina, durante il quale mi hai comunicato le tue dimissioni, ho percepito la tua amarezza e delusione per il venir meno quel rapporto di lealtà e fiducia verso una maggioranza spaccata, litigiosa, senza visione politica ma soltanto con visioni di tipo personale che nulla hanno a che fare con un serio e proficuo impegno civico, quell’impegno che serve a creare le condizioni per portare avanti un programma che abbia al centro le oggettive esigenze dei cittadini, della città, del futuro urbanistico, sociale ed economico. Tra le righe del colloquio, ho percepito che la tua maggiore amarezza, è determinata specialmente dal comportamento di chi doveva rappresentare il nuovo, i giovani, una svolta che non è mai arrivata. Da quello che ho capito, ognuno portava avanti istanze personali o interessi di partito o liste, e lo dimostra la lunga serie di assessori prima proposti e poi con la pretesa di cambiarli. Tutti palesi pretesti per appiattirsi e uniformarsi ai voleri dei cosiddetti politici più anziani sul futuro dello strumento urbanistico, il Puc. Strumento che si vorrebbe usare ad uso personale, non tenendo conto di una visione globale negli interessi dei grumesi, specialmente nei servizi inesistenti e non nella pura speculazione cementizia. Senza una maggioranza leale e unita, non si va da nessuna parte, oggi sei un Sindaco in solitudine che ha avuto uno scatto di dignità rifiutando questo nuovo rimpasto, andando al protocollo e dare le dimissioni. Hai ancora venti giorni per ritirarle, e quel sibillino “al momento” riportato nelle poche righe della lettera di dimissioni, lasciano intendere in un probabile ripensamento. Conoscendoli verranno in ginocchio ai tuoi piedi a pregarti di rimanere perché devono difendere i propri interessi, ma tu devi difendere la tua dignità che non ha prezzo. Se ci ripensi, almeno fallo a tue condizioni sul Puc, sugli uffici, sugli assessori scelti personalmente da te e non dalle segreterie dei partiti o in funzione di rapporti personali. Altrimenti ridiamo la parola agli elettori, con dignità e responsabilità.

