Questo mese di dicembre ha decretato il definitivo fallimento della città di Grumo Nevano. Fallimento sociale, amministrativo e politico, come da modello dei più degradati Comuni dei Paesi dell’est europeo sotto il dominio sovietico. Una tristezza per chi ci vive senza precedenti. E come per questi paesi, anche a Grumo Nevano il potere politico e amministrativo vessa e mortifica i cittadini, alzando una barriera, un muro di cemento che li divide: i primi operano e pensano solo ad incassare indennità e visibilità dirette in base alle loro esigenze politiche sul Puc e attività ludiche, a rafforzare il potere, dall’altro lato i cittadini, ai quali hanno tolto di tutto: ad Est erano ridotti alla fame, a Grumo Nevano all’oblio. Era abbastanza prevedibile che, essere amministrati da catto comunisti senza spessore politico, senza coscienza civica e senza capacità amministrativa, portasse a questi risultati, ancor più in un Comune già in dissesto finanziario. Una cultura sinistra taroccata. Questi hanno fatto di tutto per convertire il dissesto finanziario in fallimento sociale a 360 gradi. E ci sono pure consiglieri comunali che lo ammettono anche pubblicamente prendendo in giro i grumesi dicendo che non ci sono alternative!! Praticamente, secondo loro, non si può fermare il dilagare di questo degrado che loro stessi hanno causato! Incredibile. Ma con quale faccia riuscite a camminare per la città e parlare con chi vi ha concesso il voto, ricambiando dopo 18 mesi con un vero e proprio paccotto elettorale? Come si poteva sperare in un futuro migliore con un PD che smarrito la propria identità da partito a stampella di civiche (la batosta alle regionali lo certifica) e consiglieri comunali che ammettono il fallimento ma restano lì ad attendere il PUC, la destinazione dei terreni, i capannoni… ?? Il sindaco lo ha detto pubblicamente in consiglio comunale degli interessi che ci sono e stiamo aspettando di conoscerli prima che questo fallimento sociale a Grumo Nevano, arrivi metaforicamente nelle aule dei Tribunali Fallimentari per la vendita dei nostri immobili al patrimonio per sistemare il fallimento. Chi vuole il bene della città spera che questa asta fallimentare non si verifichi per davvero, ma i segnali non sono incoraggianti. Ma il fallimento più triste riguarda la politica assente, delegata a mezze figure che usano i partiti e le liste ad uso personale, dei parenti, dei figli, delle fidanzate o fidanzati per un proprio tornaconto. Certo non si scopre l’acqua calda, ma questi hanno raschiato il fondo della dignità politica. Un Natale così triste per Grumo Nevano non si era mai vissuto.

