Un Consiglio comunale con il finale scoppiettante che ha decretato nei fatti lo scioglimento di una maggioranza che non esiste più (se mai fosse esistita) al punto da far riflettere il sindaco pronto a portare al protocollo le proprie dimissioni. Abbiamo assistito ad uno spettacolo politicamente indecoroso con una maggioranza che crolla sotto i colpi di una minoranza compatta, preparata e mai ostativa anzi, per mesi avevano dichiarato e dimostrato di poter contribuire a dare un sostegno ma mai ascoltati da un sindaco che invece ascolta l‘ormai obsoleto “Cantore delle Sirene” che puntualmente porta le amministrazione a fallire: è storia, ed anche questa volta si ripete. Sindaco scusaci, ma ci sei cascato anche tu e adesso credo che hai l’unica cosa da fare, dare le dimissioni. All’ordine del giorno c’era da votare un atto molto importante partito dalla idea di Gianco Di Bernardo e presentata insieme a consiglieri Giuseppe Coppola, Susy Liguori, Enzo Liguori, Francesco Cavassi, Gianluca Esposito e sostenuto nel voto anche dai due Progressisti Giovanni Landolfo e Antonio Chiariello. L’atto riguardava l’ex Mendicicomio che questa amministrazione voleva destinare ad uffici, ad attività ludiche per poi consegnarlo ad associazioni che nulla hanno di non profit. Ebbene non ci sono riusciti, l’ex Mendicicomio resterà come i donatori hanno scritto nel testamento, una struttura per servizi di assistenza medica in particolare per gli anziani. Dobbiamo dire grazie agli otto consiglieri che hanno evitato un altro scempio amministrativo e perdita di servizi. Il colpo di scena si è determinato sulla votazione del presidente del collegio dei revisori, mentre nella scelta dei nomi in segreto la maggioranza esprimeva 9 preferenze su un professionisti, nella fase della votazione per l’approvazione, i 9 voti ne diventavano 8 e quindi maggioranza che non riesce a far passare il proprio nome. A questo punto il consigliere Aldo Chiacchio unico a parlare per la maggioranza, incassa a malincuore un durissimo colpo e amareggiato abbandona l’aula, così come aveva fatto il consigliere Nicola Scarano. A quel punto tutta la maggioranza che non c’è più va via nonostante il grido di dolore dei due PD incollati alla poltrona che non intendono assolutamente mollare. Ma di questo forse ci penserà il sindaco. Tra le varie cose ascoltate, un plauso a Gianco Di Bernardo per una mozione urgente presentata al Consiglio e letta che aveva dei contenuti importantissimi con un’analisi sull’immobilismo dell’amministrazione e le proposte per uscirne fuori a partire dai fondi PNRR, dal PUC, il sistema scolastico, l’edilizia residenziale pubblica, il servizio di igiene urbano che è in scadenza, la questione degli extracomunitari. Mozione per la quale si attendono le risposte da parte del sindaco se non presenterà le dimissioni. Un Gianco Di Bernardo che insieme agli interventi di Enzo Liguori, Gianluca Esposito, Susy Liguori, Giuseppe Coppola e Francesco Cavassi, ha messo a nudo tutte le criticità e l’immobilismo di un’amministrazione che in questi 12 mesi ha creato danni incalcolabili. Da segnalare la posizione espressa dal consigliere Tammaro Brasiello deluso sulla questione del metodo adottato dal sindaco nel merito della revoca dell’assessore Brasiello, venendo meno quel rapporto di fiducia che è la base per poter continuare un percorso politicamente sano e principalmente leale. Forse abbiamo scritto la pagina più nera della storia amministrativa locale, attendiamo adesso le decisioni del sindaco

