Si conclude oggi, 19 luglio 2025 alle ore11:30, presso la Basilica Pontificia di S. Antonio Padova, con tappa all’azienda Ospedale Università Padova, la ciclo-avventura che vede Stefano, Giovanni e Alessandro, tre amici che vivono e lavorano tra Palestrina e Colleferro, percorrere oltre 700 chilometri in bicicletta per sostenere l’Associazione “30 Nodi per il Fegato” Padova, l’associazione che da anni si impegna a diffondere informazioni e aiuti a chi deve affrontare cure e interventi per malattie del fegato. Un’associazione che vive solo grazie a migliaia di piccoli contributi, senza i quali non potrebbe fornire assistenza gratuita ad una quantità enorme di cittadini. Un aiuto importante vuole arrivare anche dai tre ciclo amatori che, con la loro impresa, vogliono stimolare tante donazioni attraverso la raccolta fondi, attiva su Gofundme, dal titolo “Crux to crux”. Il nome lega in modo simbolico Colleferro a Padova attraverso il crocifisso in bronzo di Donatello che, fuso tra il 1444 e il 1447, si trova sull’altare maggiore della Basilica di Sant’Antonio a Padova ed ha un’unica copia, realizzata dallo stesso calco, nella chiesa di Santa Barbara a Colleferro.
Le tappe percorse:
I tappa giorno 13 luglio 2025: Colleferro / Valle Pietra
II tappa giorno 14 luglio 2025: Valle Pietra / Borgo Ottomila
III tappa giorno 15 luglio 2025: Borgo Ottomila / Pescara
IV tappa giorno 16 luglio 2025: Pescara / Civitanova Marche
V tappa giorno 17 luglio 2025: Civitanova Marche / Senigallia
VI tappa giorno 18 luglio 2025: Senigallia / Comacchio
VII tappa giorno 19 luglio 2025 Comacchio / Padova
La ciclo-avventura Crux To Crux è una manifestazione ciclistica organizzata in collaborazione dall’associazione 30 Nodi per il Fegato di Padova e saranno gli stessi organizzatori, durante il percorso, a farsi testimoni diretti dell’importanza del donare. Non c’è una nuova vita, quella del trapiantato, se non c’è un atto di amore, quello del donatore. Donare è amare il prossimo dalla faccia sconosciuta, ma è anche amare se stesso nella consapevolezza che la propria vita si perpetua in un’altra persona. Arrivo presso la città di Padova la città del Santo tra Fede e Speranza: uno scenario d’eccezione, dalle suggestioni uniche, con la sua storia, offre un’immagine affascinante solidificatasi nel tempo attraverso varie trasformazioni e sviluppi. Dalle sue antiche origini alla gloria romana, dal fiorente periodo medievale al contributo rinascimentale, fino ai giorni nostri, insomma Padova rappresenta un esempio straordinario di continuità storica e culturale. Difatti con le sue opere d’arte, i monumenti e la sua intraprendente vita accademica, specialmente nel campo della Medicina, continua ad essere oggi una delle città di richiamo più importanti ed attrattive d’Italia. Padova, infatti, per molti aspetti, costituisce il crogiolo laddove si fonde la necessità tra quella del pellegrinaggio per la Fede al Santo e quella della Speranza alla vita offerta proprio dall’avanzata ricerca, laddove primeggia, nel settore della Medicina, in cui vanta primati internazionali. La vision della manifestazione è chiara: essa intende dimostrare che il trapianto può trasformare la vita di una persona che, nel giro di pochi mesi, riesce a passare da una situazione clinica estremamente grave ad una situazione clinica normalizzata, che pian piano consente con la ripresa delle attività lavorative e, addirittura, di quelle sportive. La metafora è chiarissima, ed emblematica. Pedalare vuol dire testimoniare, a sé stessi ed al mondo, che il ritorno ad una vita normale è possibile. Quelle pedalate, lungo quei 700 chilometri fatti di sudore e resilienza, si vestono di luce, infondendo un messaggio di speranza a pazienti che, per le più svariate ragioni, non possono accedere a nessun altro tipo di cura. L’ intento di questi tre temerari è quello di aprire il cuore delle persone durante questo viaggio per indurli a riflettere su come un piccolo gesto possa rappresentare davvero tanto per chi ha bisogno. Sensibilizzare sulla tematica della donazione degli organi è, giocoforza, fine ultimo della manifestazione che, da sempre, rende conto di quanto forte e costruttiva può essere, ad ogni livello, la collaborazione tra il mondo del volontariato, le istituzioni, le aziende sanitarie, la società civile tutta. Non resta dunque che esprimere, profonda gratitudine: all’azienda Ospedale Università Padova, in persona del Dott. Giuseppe Dal Ben direttore generale, al Prof Umberto Cillo Direttore Chirurgia generale 2, a tutta l’équipe HPD Chirurgia Epatobiliopancreatica e dei Trapianti di Fegato, al Prof Gringeri, Prof. Vitale, Prof. D’Amico, Dott.ssa Boccagni, Dott. Bassi, Dott. Boetto, Dott.ssa, Magrofuoco, Dott.ssa Polacco, Dott. Furlanetto, Dott. Marchini, al comune di Padova, a padre Antonio Ramina rettore Pontificia Basilica di S. Antonio Padova.
Giuseppe Piemonte presidente Associazione 30 Nodi per il Fegato. “L’umanità che merita vive per donare e dona per vivere. Affinché si possa tornare a navigare a 30 nodi”.

