Più volte dalle nostre pagine, abbiamo espresso il nostro parere sulla visione del nuovo piano regolatore generale oggi denominato PUC. Chi segue le vicende amministrative, sa bene che questa magica parola è l’essenza per la quale si mantiene a galla il sindaco e la maggioranza, per meglio dire, si mantiene a galla perchè alcuni consiglieri comunali, legano la loro sopravvivenza politica e dell’amministrazione a questioni urbanistiche di tipo residenziale e capannoni sulle Zone D, altra parola magica che però nasconde interessi infiniti. E su questo pare sia scoppiata una vera e propria bagarre interna alla maggioranza con il gruppo guidato da Nicola Scarano che sostiene il sindaco, con una visione del PUC mirata a partire dal documento preliminare approvato dall’amministrazione Di Bernardo e lavorato dalla Facoltà di Architettura della Federico II, dove si predilige uno strumento urbanistico che difenda gli ultimi terreni disponibili per dare ai grumesi servizi alla persona, verde, attrezzature e certamente nessuna speculazione sia abitativa che per colate di cemento in capannoni che non servirebbero a nessuno tranne che a pochi interessati investitori sulle Zone D. Gruppo che contestualmente ritiene che l’attuale dirigente del settore urbanistico, Visconti, sia quel tecnico responsabile naturale per condurre in porto la realizzazione del PUC. Visione sostenuta e dichiarata anche in consiglio comunale dalla minoranza pronta a sostenerla nei tavoli di concertazione. Una visione ovviamente che fa a cazzotti con chi invece predilige pseudo zone industriali e commerciali delle quali ne siamo già circondati da Frattamaggiore ad Arzano a Casandrino a Sant’Antimo in pochi meno di tre kilometri. Attendiamo gli sviluppi dopo il famoso ultimatum dove sembra siano volati gli stracci.

