Oggi abbiamo aperto alcuni cassetti dove sono custoditi atti amministrativi di una consistente importanza storica per la nostra città e ci siamo trovati nelle mani la delibera del Consiglio Provinciale di Napoli n. 3 del 22 Gennaio 1999 che ha per oggetto l’approvazione dell’attuale Piano Regolatore Generale nella quale è compresa la delibera di Giunta Provinciale n. 1815 del 23 Dicembre 1998. Nell’atto di giunta approvato, leggiamo che il Comitato Tecnico Regionale aveva espresso “parere FAVOREVOLE al Piano con lo stralcio delle zone omogenee D/2 e D/2′ con le varie prescrizioni”.“La Commissione consiliare Urbanistica, pur condividendo il parere del Comitato Tecnico Regionale, ha ritenuto comunque porre il problema reale della previsione di un’area, sia pur limitata, per consentire insediamenti produttivi, in quanto secondo il Prof Meldolesi, su Grumo Nevano gravita un sistema economico-territoriale formato da Aversa.Casoria-Caivano-Casavatore per la sua vocazione calzaturiera e abbigliamento”. La tesi del Prof. Meldolesi era avallata anche dalla stampa nazionale del 1996 che nel parlare del fenomeno economico del Nord-Est di Napoli, ricordava che “secondo i collaboratori di Meldolesi, a Grumo Nevano esistevano più di mille aziende che davano lavoro a quattromila persone nonostante il censimento ufficiale del 1991 dove si leggeva l’esistenza di 210 aziende e 900 addetti. Trovare tutte e mille era difficile in quanto nessuna insegna, nessuna indicazione, spesso nemmeno il citofono o il campanello”. Ebbene erano i famosi tempi del boom economico grumese, sono trascorsi 26 anni, di quelle mille attività ne sono rimaste meno del 10 percento, e il Comitato Tecnico Regionale aveva ragione, aveva visto il futuro. Queste Zone D2 e D2′ servono ancora? A chi? Rendiamole per i servizi ai cittadini oltre al famoso Parco a Tema. 



