Partiamo dalla posizione dei Progressisti Antonio Chiariello e Giovanni Landolfo i quali con coerenza prendono le dovute distanze da un documento di Bilancio che non condividono motivando la loro decisione attraverso la dichiarazione di Chiariello che mette a nudo sia le criticità contabili che l’immobilismo amministrativo di una maggioranza sempre più risicata dove, i due consiglieri del PD Sannino e Di Leva, per l’ennesima volta remano contro la volontà e la linea politica del partito sostanzialmente critica e contraria ad un documento di Bilancio che non lo rappresenta, in particolare nei contenuti che hanno una valenza principalmente di natura politica, oltre ad essere ampiamente bocciato dall’organo dei Revisori Contabili. Ma forse ai consiglieri comunali del PD interessa poco la città, ma esclusivamente le poltrone e quindi la loro sopravvivenza in consiglio attraverso un Bilancio che doveva essere approvato, lanciando contestualmente il messaggio a condizione del cambiamento degli assessori: voci parlano di alcuni nomi come Tavasso e Capuano già dati al sindaco. Un sindaco che nel suo intervento finale, nel confermare al consigliere Esposito che la Visconti e la comandante rimarranno ai propri posti, ammette gli 11 mesi di assoluto immobilismo auspicando che da martedì qualcosa possa cambiare. Non è bastato l’intervento tecnico del consigliere Enzo Liguori a far cambiare idea alla maggioranza risicata che per bocca di Aldo Chiacchio e Nicola Scarano, non aveva alternativa al voto favorevole nonostante il parere negativo. Si sperava nelle comunicazioni, ma la maggioranza risicata ha votato contro dopo che il presidente Landolfo aveva posto al voto la richiesta: ennesima dimostrazione che non si vuole affrontare i veri problemi e la maggioranza risicata sfugge al confronto con la città. Che dire, aspettiamo le prossime mosse specialmente sulla nuova giunta e sul Puc per capire dove si vuole andare a parare, mentre la città sprofonda sempre più.

