PRESTITI A TASSI USURAI, NOTO IMPRENDITORE CONDANNATO A TRE ANNI DI CARCERE

Tre anni di carcere, questa la condanna che la Terza Sezione Penale della Corte di Appello di Napoli (presidente Eugenia Del Balzo) ha inflitto martedì ad un imprenditore, accusato di usura e condannato in primo grado dal Tribunale di Santa Maria (Terza Sezione Penale presieduta da Luciana Crisci) che lo aveva condannato a 4 anni. Dunque una riduzione di pena di un anno, ma la condanna di primo grado è stata confermata nel resto e quindi anche al risarcimento in sede civile. Accolte completamente le ragioni del Procuratore Generale di udienza, Lorenzo Salazar, e degli avvocati Raffaele e Gaetano Crisileo, difensori della parte civile costituita in giudizio. L’imprenditore finì sotto processo a seguito di una denuncia presentata ai carabinieri e, dopo l’indagine dei militari, coordinati dal pubblico ministero della Procura di Santa Maria Capua Vetere, Vincenzo Quaranta. Il noto imprenditore, per una serie di lavori, conobbe un cliente, con il quale intrattenne dei rapporti di lavoro. Cliente che cadde in disgrazia economica e necessitò di prestiti. A.C. si offrì di prestargli aiuto, ma nel tempo questo suo aiuto che consistette in un prestito che raggiunse cifre esorbitanti, con interessi da capogiro, raggiunsero livelli da usura. Per questo motivo il cliente fu costretto a denunciarlo ai carabinieri e di qui parti un’articolata indagine che si è conclusa con la condanna in tribunale.

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