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Grumo Nevano, “CONSIGLIO COMUNALE, PEGGIO DI COSI’ LA STORIA POLITICA GRUMESE NON HA MAI ESPRESSO”

Commentare i fatti accaduti nel Consiglio comunale di ieri evitando di mortificare i valori positivi della politica, rappresenta impresa ardua di fronte a comportamenti, atteggiamenti e monologhi che della politica ne fanno un uso improprio.

Non mi soffermo sulle vicende giudiziarie per le quali ho soltanto inquietudine per tutti gli interessati lette le accuse della Procura per i presunti reati commessi, di cui uno che riguarda la mortificazione del valore più importante della nostra esistenza: la stessa vita. Fatta questa premessa, non può passare inosservato l’abisso politico esistente tra alcuni esponenti della minoranza come Di Bernardo, Ricciardi, Mormile e la stessa new entry Manco, rispetto a tutta una maggioranza che oltre a non esprimere nulla politicamente, si dimostra inaffidabile, inadeguata e dalla doppia personalità politica. Quella doppia personalità politica che, portando gli stessi consiglieri a rimanere attaccati al potere, chi per una cosa chi per un’altra, fa dire delle vere e proprie sciocchezze politiche relativamente al reato “personale” del sindaco arrestato per presunti reati commessi di tipo professionale, ma parallelamente ad indagini che però coinvolgono l’amministrazione comunale, la macchina amministrativa, funzionari e dipendenti, altro che personale! Questo è purtroppo il livello politico al quale il 50 percento dei grumesi ha concesso la propria fiducia. C’è chi sfugge alle proprie responsabilità politiche e lascia il Consiglio comunale prima del voto sulla privatizzazione come Rino Maisto. C’è chi come Guido Miele sfugge alle domande sulla questione Lino Miele fatte dal Consigliere Di Bernardo, protagonista incontrastato, un gigante politico che ha sminuito assessori e consiglieri nei suoi interventi politici e tecnici sui rifiuti, sulla privatizzazione dei tributi, enunciando un resoconto fallimentare di questi due anni e mezzo attraverso la lettura di fatti, cifre, nomi. Davvero impeccabile. C’è chi come Pina Chianese che oltre a continuare a ripetere che si tratta di fatti personali, non trova di meglio che criticare la comunicazione e si domanda con quale stampa locale deve confrontarsi: noi siamo sempre pronti. C’è chi come Gennaro Brisetti sprofonda in silenzi che sono tutto un programma: sulle antenne incalzato da Di Bernardo ha preferito abbassare la testa. C’è chi come il presidente Angelo Rennella chiede l’arrivo di una commissione d’accesso agli atti: forse l’unica cosa giusta in questo momento. C’è chi come Anna Di Matteo, Gianpiero De Santis, Pasquale D’Angelo, si limita all’alzata di mano, mentre l’unico “tecnico” Enzo Liguori invece di fare il consigliere meriterebbe di sostituire gran parte degli attuali assessori ascoltato le sue “requisitorie” normative che però nulla hanno a che fare con gli indirizzi politici verso gli interessi e le esigenze dei cittadini. Ci sono assessori come Carmine D’Aponte che dal 2008, o da consigliere o da assessore, è stato sempre presente nel comparto Bilancio, ma dopo ben 9 anni, si limita a dire in consiglio comunale che siamo giunti al capolinea: si è vero, ma dimentica di dire che in gran parte l’autobus del Bilancio è stato guidato proprio da lui. C’è Mario Lamanna, un vero disastro amministrativo il suo nell’urbanistica, viabilità, manutenzione ed ecologia, ieri ha raggiunto il top quando, incalzato da Di Bernardo, ha fatto scena muta. Non ci sono Carla Cimmino e Rosa Bencivenga, la prima non c’è mai stata sugli argomenti tutti, la seconda pare che dopo gli ultimi eventi abbia preferito restare a FrattamaggioreMorale della favola ci ritroviamo con un sindaco arrestato, un facente funzioni al quale gli stessi della maggioranza gli stracciano le proposte e fermano la sua fuga in avanti sui tributi, un gruppo lacerato da diverse posizioni e prigioniero di un qualcosa che non conosciamo al punto da non potersi dimettere, l’attività amministrativa bloccata e dulcis in fundo le indagini della magistratura con imminente chiusura e attesa dei provvedimenti. Questa è l’amara realtà. Peggio di così la storia politica grumese non ha mai espresso.

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