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GLI APPALTI TRUCCATI E L’ESIGENZA DELLA POLITICA DEI MAZZETTARI. Le riflessioni di Peppino Landolfo

Mi riferisco alle cronache nazionali in generale e ad una simpatica affermazione di un mio vecchio “amico politico” che alcuni anni fa aveva l’esigenza di piazzare un ombrellone in spiaggia durante l’estate ritenendo il potere politico quello giusto per comprarsi ombrellone e ticket spiaggia.

Da diversi anni e in numerosissimi episodi di cronaca nera più che amministrativa, la politica italica ha definitivamente abbandonato il ruolo principale che gli compete per dedicarsi  alle pratiche tangentiste degli appalti truccati, alle più volgari ma redditizie mazzette sulle gare, sugli affidamenti e perfino sulle indennità di carica da spartirsi: nelle aree dove la corruzione è un sistema collaudato da anni, tutto si fa in funzione delle mazzette. La prima tangente del famoso Pio Albergo Trivulzio, oggi fa ridere in confronto a quello che emerge dalle inchieste. Certo, per fortuna non tutti i politic1 sono mazzettari, c’è tanta gente onesta in giro, ma la percezione reale indica che il sistema dei mazzettari è nettamente in vantaggio, tale da distruggere le economie dei cittadini, intere comunità fino a dissesti  e tracolli finanziari. La mazzetta non è soltanto denaro, cash, spesso è elargita attraverso una concessione edilizia illegittima o illegale, un incarico o un appalto diretto o truccato per le proprie arti professionali, un posto di lavoro nelle ditte che fiancheggiano, sostengono e investono nelle amministrazioni pubbliche, spesso con soggetti inseriti ai vertici istituzionali, nei consigli, nelle assemblee. Le  cronache italiane parlano di tre settori strategici dove le mazzette e la corruzione rappresentano quasi una regola: rifiuti, urbanistica e lavori pubblici, privatizzazione servizi (tributi, acqua, illuminazione, manutenzioni). Dalle dichiarazioni del casalese Antonio Iovine, qualche mese fa addirittura abbiamo letto dai giornali che il sistema era talmente collaudato, che il trucco e la mazzetta erano automatiche tanto che in alcuni Comuni ed Enti interessati, nemmeno lo si chiedeva più! E si ruba ad ogni livello amministrativo pubblico, ormai è prassi consolidata che sta facendo rabbrividire i numeri della prima Tangentopoli. Mentre scriviamo si parla di appalti truccati al Cardarelli e arresti. Un plauso va a chi, attraverso indagini e informazione, contribuisce in maniera determinante a scoperchiare queste aree di corruzione spesso e volentieri coperte da omertà, complicità da chi è direttamente partecipe alle spartizioni delle mazzette sottoforma di denaro, immobili, incarichi professionali, lavori truccati. Un plauso alle forze dell’ordine che portano avanti le indagini, a chi fa informazione inchiesta a grandi livelli nazionali, internazionali e locali ed è minacciato e boicottato, in alcuni casi minacciato di morte o addirittura ammazzato. Chi fa informazione inchiesta, è obbligato a spiegare ai propri lettori l’evolversi di fatti criminali, corruttivi nelle pubbliche amministrazioni ai danni dei contribuenti, importante poi che alla fine trionfa la verità, la libera informazione, e soprattutto i risultati del grande lavoro da parte degli inquirenti in quelle aree dove la corruzione blocca progetti, crescita ed economia.