CASA, LAVORO, ASSISTENZA A 75.000 IMMIGRATI. IL GOVERNO S’IMPEGNA TANTISSIMO, L’AVESSE FATTO PER GLI ITALIANI!

Garantire diritti e doveri dei profughi, ma soprattutto «bilanciare i diritti di chi è accolto con quelli di chi accoglie». È questo il punto centrale del Piano per l’Integrazione varato ieri dal Viminale voluto dal ministro Marco Minniti. Corsi di italiano, obbligo scolastico, alloggi, lavoro e assistenza sanitaria sono i cardini del progetto che al momento coinvolge 74.853 stranieri, obbligati a sottoscrivere una serie di impegni e in cambio, dopo il riconoscimento dello status di rifugiato, potranno accedere alle graduatorie per ottenere la casa e il lavoro. È pianificato il sostegno alla creazione d’impresa, all’autoimpiego (poiché i titolari di protezione riscontrano difficoltà di accesso al credito per l’impossibilità di fornire adeguate garanzie) e al concreto inserimento nel settore lavorativo». Per quanto riguarda gli alloggi sarà esteso «l’accesso alle possibili soluzioni abitative, rendendo territorialmente omogenea l’erogazione di servizi» e si «creeranno le condizioni perché i piani per l’emergenza abitativa regionali o locali prevedano percorsi di accompagnamento per i titolari di protezione in uscita dall’accoglienza, verificando anche la possibilità di includerli negli interventi di edilizia popolare e di sostegno alla locazione»L’assistenza sanitaria è già garantita a chi richiede asilo e queste persone dovranno essere inserite nella «fascia di popolazione più vulnerabile con particolare riferimento a salute mentale e disabilità, minori, donne, mutilazioni genitali femminili, violenza di genere». Massima attenzione dovrà esserci per il «potenziamento delle attività di prevenzione con particolare riferimento a vaccinazioni, screening e tutela della salute materno-infantile».

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