Peppino Landolfo “25 ANNI FA PAOLO BORSELLINO HA LASCIATO UN VUOTO IN ME. TANTO FU QUEL DOLORE CHE ANCORA OGGI PIANGO”

Nella nostra vita, ci sono dei momenti che non riesci a cancellare dalla tua mente.  E’ come una istantanea indelebile che al ricordo appare sempre nitida, come se fosse stata scattata in quell’istante, anche dopo decenni. La morte di Paolo Borsellino per il tritolo esploso alle 16.58 del 19 Luglio del 1992, è per me uno di questi momenti. A casa di mia moglie c’era la finestra aperta per il caldo, qualche rumore esterno di auto che transitavano, un pò di venticello fresco mentre guardavo Rai due. All’improvviso quel venticello fresco che compensava il sudore per il caldo, quei rumori, furono cancellati dalla sigla di una edizione straordinaria del Tg2. Era successo qualcosa di grave, una esplosione a via D’Amelio a Palermo aveva coinvolto Paolo Borsellino, ancora non si capivano le condizioni del giudice. Fui avvolto da brividi sulla pelle che presto diventarono lacrime. Tanto fu quel dolore, che ancora oggi piango, si piango come un bambino al solo ricordare quei momenti. Lo scrissi pure lo scorso anno, seguivo Paolo Borsellino sin dai primi passi quando entrai in politica, e negli ambienti della destra universitaria, si parlava del giudice e del suo trascorso negli ideali della destra nel periodo degli studi universitari. Per tutti noi è sempre stato un simbolo di legalità e valori, quel 19 luglio di 25 anni fa, hanno ammazzato l’uomo ma non le sue azioni, le sue idee, i suoi insegnamenti, i suoi valori che rimarranno in noi per sempre. Peppino Landolfo

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