Grumo Nevano, IL BUSINESS DELLA PRIVATIZZAZIONE DEI TRIBUTI: ACCENDIAMO I RIFLETTORI. DAL 7 PERCENTO IN SU

Mentre Agenzia delle Entrate, ente pubblico, applica meno del 3 percento, le ditte che lavorano nel settore applicano un aggio a loro favore che parte da un minimo del 7 percento. Un business che fa gola alla politica.

A Grumo Nevano pare ormai che ci si avvii alla conclusione la “trattativa” politica interna alla maggioranza, per affidare i servizi di accertamento e riscossione coattiva dei tributi locali ad una ditta privata. In giro cominciano a girare pure ipotesi di chi potrebbe averla vinta nella procedura di gara di affidamento del servizio in base a ragionamenti tecnici, logistici e politici. Le aziende più importanti del settore si conoscono nella loro affidabilità del servizio e seppur si tratta di voci, circolano i primi nomi probabili. Il business è di quelli di una certa consistenza in quanto si tratta di milioni di euro di soldi dei contribuenti, sui quali il mercato della privatizzazione impone un aggio a favore delle ditte che va ben oltre quello applicato dall’Agenzia delle Entrate che è molto più economica. Si parte dal 7 percento per arrivare a quote ancora più alte, mentre Agenzia delle Entrate si ferma al 3 percento. Se, per chi opera in questo settore, il business è legittimo, contestualmente per quella parte di politica poco trasparente, potrebbe diventare piatto appetitoso e gustoso sotto tanti aspetti. Per questo oltre a difendere gli interessi dei contribuenti occorre che i soggetti delegati alle procedure di controllo, accendino i riflettori per assicurare la massima trasparenza e legalità.

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