LICENZE EDILIZIE, POSTI AI PARENTI, TANGENTI, INCARICHI PROFESSIONALI IN CAMBIO DI SCELTE CHE VANNO SEMPRE A DANNO DEL POPOLO: E CHI SE NE FREGA!

Le riflessioni politiche di Peppino Landolfo

Le cronache ci mettono davanti ad un’amara realtà: che brutta fine ha fatto la politica, specialmente nelle zone ad alto rischio criminalità e occupazionale. Tutto è in funzione dello scambio di denaro, posti di lavoro e incarichi professionali: è questa oggi la politica che governa quegli enti che non hanno nulla di virtuoso (per fortuna però, anche tra mille difficoltà, ci sono enti che della virtù ne hanno fatto un modus operandi), enti dove si è instaurato un sistema che possiamo definire criminale, e non lo scrive il sottoscritto, ma  lo scrivono ogni giorno le cronache dei media locali, regionali e nazionali.

Una “politica” portata avanti in primo luogo dagli insospettabili, dalla famosa “gente per bene”, i professionisti sulla carta senza clientela che sfruttano la politica esclusivamente per un loro interesse personale. Tali sono i più voraci e pericolosi rispetto alle teste di legno delle terze linee, alle quali il sistema politico criminale, lascia sul tavolo della spartizione, al massimo i cosiddetti panini con la mortadella da 5 euro. Le terze linee corrotte che spesso leggiamo nelle cronache, tanto valgono, umanamente, professionalmente e politicamente in quanto, per un panino da 5 euro, mettono in ginocchio intere comunità.  Ed ecco allora che dalla lettura degli atti, inquirenti e politici attenti, fanno emergere evidenti scambi di favori che servono a mantenere a galla questo sistema criminale orchestrato dalle “persone per bene”. Leggendo le cronache il favore più gettonato è la licenza edilizia, a seguire gli incarichi professionali per le loro attività a nome di terzi, per finire ai parenti da inserire negli organici delle ditte che, a seguito di appalti, effettuano servizi con gli enti locali tipo mense, tributi, acqua, assistenza sociale, ecologia, lavori pubblici. E’ tutto una corruzione dilagante, senza freni, fino a quando poi intervengono magistrati e poliziotti a fermare, almeno per quel momento, “politici” meglio definirli peggio dei delinquenti. Si perchè in genere il delinquente non è considerato “persona per bene” quindi lo si previene, lo si evita. Spesso le indagini politiche, giornalistiche e giudiziarie, scoprono nomi di parenti strettissimi, di primo grado e di sangue, omaggiati di denaro, concessioni, posti di lavoro, incarichi, senza un minimo di trasparenza, di bando pubblico, di concorrenza del merito, anzi nella maggior parte dei casi, ci ritroviamo con gente incapace e inaffidabile a gestire denaro pubblico e poltrone di rilievo. Tutto nella più totale illegalità diffusa che, badate bene, non è clientelismo politico, ma ci troviamo di fronte a veri atti delinquenziali prodotti e proposti ai danni dell’economia popolare, delle famiglie. Certo non scopro l’acqua calda, ma ogni tanto sensibilizzare le coscienze e ricordare cosa accade in giro in tanti enti pubblici, non fa male, in attesa dei reali cambiamenti di sistema che forse non arriveranno mai, tranne con una ammanettata collettiva.

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