Grumo Nevano, Amato Lamberti “LA CAMORRA FA PIU’ AFFARI CON LA POLITICA, NON C’E’ APPALTO PULITO, COMUNI TUTTI DA SCIOGLIERE”

“Se mandassero le commissioni di verifica, non si salverebbe un solo Comune della Campania, sarebbero tutti sciolti. Siamo tornati al 1901, ai tempi della Commissione Saredo: ora come allora non c’è appalto pulito, le assunzioni sono predefinite, gli acquisti dei materiali pure”.

In questa intervista, rilasciata da Amato Lamberti ad Andrea Manzi a fine settembre 2008, il popolare sociologo e criminologo scomparso da alcuni anni lanciava un grave allarme sulla corruzione politica, un male più aggressivo e temibile, egli sosteneva, dello stesso fatturato criminale relativo alla droga. In alcuni passaggi, vi sono spunti ancora attualissimi, anzi alcune denunce appaiono addirittura “profetiche” se rapportate ad alcuni esiti che le inchieste giudiziarie hanno evidenziato in questi anni.

STRALCIO INTERVISTA  fonte http://www.iconfronti.it

Chi ha consentito ai clan di conquistare un potere così illimitato?
Un amministratore che vuole fare affari a chi si rivolge? A lui vanno bene questi personaggi, perché ti mettono i soldi in tasca. “A me che mi viene?” è la domanda che il politico si pone. L’appalto lo vince una grande impresa? Allora occorre subappaltare e il 3,4 o 5 per cento deve essere mio. A un imprenditore serio non si potrà mai fare questo discorso, perché quello ti denuncia. Poi, ad appalto aggiudicato, si verificherà la fornitura di materiali scadenti, i laterizi saranno presi dall’amico, i citofoni dal compariello. C’è un’economia che si muove, perciò è impossibile non orientare l’appalto”.
Ma chi tiene il bastone del comando?
Certamente non il camorrista, ma il politico e l’amministratore pubblico, che diventano riferimenti di una molteplicità di soggetti.
Ci sarà pure qualche imprenditore onesto?
Ma, se esiste, dovrà lavorare attraverso gli apporti dell’economia criminale. Ti sei aggiudicato il lavoro? Ebbene, i mattoni li devi prendere lì, poi mi dai un po’ di soldi per la campagna elettorale…
Lei è stato assessore comunale e, poi, per nove anni presidente della Provincia di Napoli.
Non ho mai chiesto soldi per le campagne elettorali né un posto di lavoro. I miei amici mi dicevano: “Tu sì ‘a schifezza de’ politici”.
Il vero problema, dunque, è la corruzione?
L’imprenditoria direttamente criminale non supera il dieci per cento. Il dramma è la corruzione: se il politico o l’amministratore prendono soldi, anche i funzionari e impiegati parteciperanno al banchetto, e la stessa cosa accadrà per chi deve verificare… Per la regolarità formale, i soldi dovranno essere presi in banca, e così partono le fatturazioni di comodo per il nero, il direttore della banca dovrà chiudere un occhio e, presentato dal politico all’imprenditore, parteciperà pure lui alla spartizione.
Corruzione come cancro inguaribile?
Il problema sono i partiti, vedo in giro le stesse facce da 50 anni.

Sta demonizzando la politica, ma non è la droga la prima forma di finanziamento dei clan?
No, i sodi veri passano per la pubblica amministrazione. Nessuna attività criminale consente gli stessi guadagni. Pensi ad un ospedale: le forniture per un solo genere alimentare, mettiamo la carne, ammontano a qualche milione di euro l’anno. Le assicuro che tra le forniture alimentari degli ospedali campani non ne troverà una sola pulita. Ma pensa che qui ci si aggiudichi l’appalto perché si vince la gara? L’appalto lo ottieni se trovi la sponda giusta.

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