GRUMO NEVANO TRA I 114 COMUNI SOGGETTI A TEST SUI RIFIUTI TOSSICI. Ecco l’elenco

La Regione in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale e l’Università Federico II effettuerà uno studio non più solo epidemiologico, ma anche biologico.

fonte www.vesuviolive.it

E’ ormai noto che la situazione della cosiddetta “Terra dei Fuochi” è complessa e preoccupante. In alcune zone delle province di Napoli e Caserta si è verificato per molti anni, lo smaltimento illecito di rifiuti tossici che venivano bruciati anche in prossimità di aree residenziali o interrati in zone agricole. Nelle stesse aree è stato anche osservato un aumento della mortalità sia in generale che per vari tipi di tumore, oltre che un maggior numero di ricoveri ospedalieri per varie patologie cronico-degenerative.

L’obiettivo prioritario è valutare la relazione tra inquinanti ambientali (Metalli pesanti, IPA, PCB, Diossine, ecc) e salute in Campania, misurando in maniera sistematica biomarcatori di esposizione, di effetto o danno nei fluidi biologici, al fine di verificare eventuali differenze di rischio e/o di salute fra residenti nelle diverse aree territoriali campane.

Ciò potrà essere effettuato con test su 5000 persone e sarà avviata una campagna di comunicazione per reclutare la popolazione da sottoporre allo screening. Il progetto si chiama “Spes” (acronimo di esposizione della popolazione suscettibile) ma che significa anche speranza, come è scritto sul portale di “Campania trasparente“.

Il disegno dello studio, con un set integrato di valutazioni su soggetti sani e residenti in aree a diverso indice di pressione ambientale, rappresenta certamente un innovativo metodo di individuazione di rischio biologico per le popolazioni più esposte ma non si sostituisce ai piani di prevenzione del servizio sanitario nazionale. Lo studio SPES, con l’obiettivo di valutare gli effetti sulla salute umana delle differenti fonti di contaminazione, attraverso l’analisi della distribuzione spaziale delle sorgenti di contaminazione e dei valori di concentrazione misurati nelle diverse matrici nell’ambito del Piano di Monitoraggio Integrato “Campania Trasparente”, prevede un modello di valutazione comparata del rischio per l’individuazione di aree che presentano lo stesso Indice di rischio potenziale (cluster).

Le aree che presentano lo stesso Indice di Rischio potenziale ad alto impatto riguardano 114 comuni campani:

Acerra, Afragola, Arzano, Boscoreale, Boscotrecase, Brusciano, Caivano, Calvizzano, Camposano, Carbonara di Nola, Casamarciano, Casandrino, Casavatore, Casoria, Castello di Cisterna, Cercola, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Crispano, Ercolano, Frattamaggiore, Frattaminore, Giugliano in Campania, Grumo Nevano, Liveri, Marano di Napoli, Mariglianella, Marigliano, Massa di Somma, Melito di Napoli, Napoli, Nola, Ottaviano, Palma Campania, Poggiomarino, Pollena Trocchia, Pomigliano d’Arco, Portici, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Roccarainola, San Gennaro Vesuviano, San Giorgio a Cremano, San Giuseppe Vesuviano, San Paolo Bel Sito, San Sebastiano al Vesuvio, San Vitaliano, Sant’Anastasia, Sant’Antimo, Saviano, Scisciano, Somma Vesuviana, Striano, Terzigno, Torre del Greco, Trecase, Tufino, Villaricca, Visciano e Volla per la provincia di Napoli; Aversa, Calvi Risorta, Cancello e Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castelvolturno, Cesa, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Grazzanise, Gricignano d’Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mondragone, Orta d’Atella, Parete, Pastorano, Pignataro Maggiore, Portico di Caserta, Recale, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Prisco, San Tammaro, Sant’Arpino, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sparanise, Succivo, Teverola, Trentola Ducenta, Villa di Briano, Villa Literno e Vitulazio per la provincia di Caserta.

L’area a medio impatto comprende 23 comuni:

Montoro e Solofra nella provincia di Avellino; Castellammare di Stabia, Pompei, Sant’Antonio Abate, Santa Maria La Carità e Torre Annunziata nella provincia di Napoli; Angri, Calvanico, Castel San Giorgio, Fisciano, Mercato Sanseverino, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Roccapiemonte, San Marzano sul Sarno, San Valentino Torio, Sant’Egidio del Monte Albino, Sarno, Scafati e Siano nella provincia di Salerno.

Nell’area a basso impatto ci sono 31 comuni:

Calabritto, Caposele e Senerchia ricadenti nella provincia di Avellino; Agropoli, Ascea, Buccino, Casal Velino, Castellabate, Castelnuovo di Conza, Centola, Colliano, Contursi Terme, Laureana Cilento, Laviano, Montecorice, Ogliastro Cilento, Oliveto Citra, Palomonte, Perdifumo, Pisciotta, Pollica, Ricigliano, San Gregorio Magno, San Mauro Cilento, San Mauro la Bruca, Santomenna, Serramezzana, Sicignano degli Alburni, Stella Cilento, Torchiara e Valva nella provincia di Salerno.

 

Fonti:

Campania Trasparente

Studio Spes

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