Grumo Nevano, Franco Iannucci “La variante sulle Zone F deve essere annullata innanzi al TAR. Pericolosa inconcludenza dell’amministrazione Chiacchio”

Sulla questione degli insediamenti commerciali nelle zone F, il Consigliere comunale Franco Iannucci ci ha inviato questo suo intervento apparso sul periodico Prospettive a firma di Domenico Cacciapuoti

Consigliere Iannucci, cosa è il Siad e come e quando si sviluppa la questione degli insediamenti commerciali nelle zone destinate ad attrezzature collettive a Grumo Nevano?
Lo strumento di intervento per l’apparato distributivo (Siad), ai sensi del DLgs 114/1998 e della Lr 1/2000, disciplina l’insediamento sul territorio comunale di attività di commercio al dettaglio in sede fissa o itinerante, su aree sia private sia pubbliche. A Grumo Nevano è stato approvato con deliberazione di Consiglio Comunale nel 2001. Purtroppo, nel novembre del 2005 l’amministrazione Di Lorenzo lo revisiona con la previsione nella Tabella A di insediamenti commerciali nelle zone F, sottozone destinate ad attrezzature collettive, cosi come stabilito nel PRG. Una scelta che non fu condivisa, in fase di approvazione, dalla Regione Campania, che pretese chiarimenti.

Su quali presupposti l’amministrazione Di Lorenzo giustifica questa modifica del Siad alla Regione Campania?
Nel 2006 l’amministrazione Di Lorenzo approva con delibera di consiglio comunale la relazione giustificativa, inviata alla Regione, redatta dall’allora consulente dell’ufficio tecnico, ingegnere Giovanni Salerno. Una relazione che lascia parecchi dubbi, perché basata sull’assunto che possano essere equiparati i centri commerciali alle attrezzature collettive. Su questo presupposto sostiene la bontà della scelta dell’amministrazione Di Lorenzo per l’insediamento di strutture di vendita in zona F destinate ad attrezzature ed impianti di interesse generale di medie e grandi dimensioni.

Nel 2008 l’avvocato Fiorella Bilancio vince le elezioni. In che modo la nuova amministrazione gestisce la questione degli insediamenti commerciali nelle zone F?
L’amministrazione Bilancio nel 2008 chiede una relazione al responsabile dell’ufficio tecnico, architetto Pasquale Miele, sull’incidenza sotto il profilo urbanistico degli insediamenti commerciali nelle zone F. Miele, peraltro uno dei quattro redattori del PRG, nella sua relazione ritiene che una tale scelta pregiudicherebbe l’organica attuazione del PRG. La previsione di insediamenti dei centri commerciali in zona F è da considerarsi a tutti gli effetti una variante al PRG. Peraltro il piano regolatore prevede un’ampia zona destinata ad insediamenti commerciali (zona D/2), che, essendo collocate in zone periferiche, non attirano investimenti da parte di privati quanto i lotti nelle zone F, che essendo asserviti alle esigenze della collettività, sono collocate al centro del territorio di Grumo Nevano. In base alla relazione dell’architetto Miele, l’amministrazione Bilancio con delibera di consiglio comunale nel 2009 provvede a modificare il SIAD relativamente alla possibilità di insediamento di strutture commerciale nelle zone F, dando incarico all’ufficio tecnico. Tuttavia, sono passati anni (dal 2009 al 2016) e tutto è rimasto invariato.

Nel 2015 viene eletto alla carica di sindaco il dottore Pietro Chiacchio e dopo pochi mesi dal suo insediamento si provvede a modificare il piano regolatore e si innesca la polemica delle speculazioni dei privati sui terreni destinati ad attrezzature collettive. Come è stata gestita la vicenda dall’amministrazione Chiacchio?
L’amministrazione Chiacchio, dopo poco mesi dalle elezioni, ha provveduto a modificare l’art. 17 delle norme di attuazione del PRG. Una modifica che ho votato, nella logica di permettere al privato di poter costruire attrezzature collettive non per comparto, ma per singoli lotti. Pur non avendo avuto assicurazioni da parte del Sindaco sulla volontà politica di impedire l’insediamento di strutture commerciali sui lotti destinati dal PRG ad attrezzatture collettive, il mio voto favorevole trovava ragione nella necessità di favorire il privato che avesse la possibilità e la volontà di investire soldi per un parcheggio, una piscina o una scuola e che prima era oggettivamente impossibilitato a fare perché si poteva solo intervenire per comparto e non per singoli lotti.

E come è stato possibile poi aggirare l’ostacolo rappresentato dalla relazione dell’architetto Miele e dalla deliberazione di consiglio comunale dell’amministrazione Bilancio?
Durante l’ultimo consiglio comunale, la maggioranza ha provveduto ad eliminare l’ultimo ostacolo all’insediamento di strutture commerciali nelle zone F, cioè ha revocato la deliberazione di consiglio comunale del 2009 dell’amministrazione Bilancio. Una proposta che è stata portata nella pubblica assise senza un parere che smentisca la relazione fatta nel 2008 dall’architetto Miele, che resta ancora l’unica relazione a cui attenersi con riferimento agli insediamenti commerciali nelle zone F. Si tratta di una scelta politica legittima e coerente con le dinamiche di questa amministrazione, ma tecnicamente, è da ritenere che la decisione del consiglio comunale prefiguri una variante al PRG, senza che, però, ne sia stato seguito l’iter. Per questo, l’opposizione ha il dovere di ricorrere, al più presto, al TAR avverso questa delibera di consiglio comunale.

In più occasioni Lei ha invitato il sindaco ad avviare l’iter per l’approvazione del PUC, uno strumento di pianificazione, che, oltre a perseguire il raggiungimento della qualità urbana e della democrazia urbanistica, dovrebbe essere lo strumento principale per il rilancio dello sviluppo socioeconomico del territorio. Dopo un anno e mezzo di amministrazione Chiacchio qual è la situazione?
L’amministrazione Chiacchio da mesi ribadisce che c’è la volontà politica di avviare l’iter di approvazione del PUC. Purtroppo, non ha mostrato la stessa determinazione e velocità con la quale si è provveduto a modificare l’art. 17 delle norme attuative del PRG al fine di favorire gli insediamenti commerciali in zona F. Addirittura, l’assessore Lamanna ne ha fatto, ancora una volta, una questione economica. Obiezione che non è stata sollevata, ad esempio, quando si è trattato di sbloccare i lavori dei 48 alloggi, che rischiano, senza i necessari accorgimenti, di diventare l’ennesima zona ghettizzata del nostro territorio. Comunque, a questo punto, è lecito attendersi l’appostamento delle risorse necessarie nel prossimo DUP, che, a norma del regolamento di contabilità, avrebbe dovuto essere già approvato lo scorso luglio, proprio perché il documento unico di programmazione prefigura il bilancio preventivo 2017.

In conclusione, quale è il suo giudizio sulla amministrazione guidata dal dottore Pietro Chiacchio?
Nonostante una personale apertura di credito, come in occasione dell’approvazione del bilancio preventivo del 2015, devo, al momento, costatare una pericolosa inconcludenza da parte dell’Amministrazione Chiacchio sulle questioni più urgenti del territorio grumese. Dall’approvazione definitiva del PRG sono trascorsi circa tredici anni e nel frattempo Grumo Nevano è diventata una città impoverita dal punto di vista produttivo e sociale, sofferente per l’assenza di un apparato industriale, ma consapevole della gravità dei propri problemi, della necessità di superarli e come superarli. Le principali critiche che i cittadini muovono all’Amministrazione si basano sulla costatazione che non sono state definite strategie di sviluppo e di riqualificazione del territorio. Sulla capacità, ad esempio, dimostrata da altre amministrazione di riprendersi finanziamenti regionali, l’amministrazione Chiacchio appare evanescente ed insufficiente rispetto alle attese accumulate durante la campagna elettorale di trasformazione del tessuto urbano con la riqualificazione del Mendicomio e del centro storico, rispetto alle aspettative indotte dalle nuove sensibilità maturate nel corpo sociale in materia di ambiente, di tutela e salvaguardia del patrimonio culturale e di attenzione all’uso attento e discreto delle risorse materiali e immateriali di cui è dotato l’organismo urbano.

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